Siamo ancora
considerati quegli impareggiabili latin-lovers di alcuni decenni fa, oppure la nostra fama di impenitenti sex-hunters e' ormai del tutto sbiadita?
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Gli
Italiani e l'amore (noi e le donne)
Articolo scritto
da Roberto Di Marco
per Playboy Italia
Sulle nostre capacita' amatorie, se ne sono sentite, ultimamente, di cotte e di crude: 'Gli italiani non soddisfano piu' le loro partners le quali si abbandonano a sacrosanti adulteri"; oppure: "Secondo una inchiesta del prestigioso
periodico xxyy: i nostri connazionali sono in testa alla graduatoria degli uomini con più sex-appeal nel mondo" ecc. ecc.
Playboy ha voluto fare una propria indagine sulla faccenda. Ecco quanto è riuscito a sapere il nostro collaboratore Roberto di Marco.
Gli Italiani e l'amore (Noi e le donne)
Il problema piu' serio per gli italiani, relativamente ai rapporti con il sesso debole è che, accanto all'esibizione di sé, all'elenco dei trofei esposti, c'è, paradossalmente, una idealizzazione della donna che ricorda la figura.materna dominante, assorbente. (molti personaggi femminili del nostro cinema come la Loren, la Lollobrigida; la Magnani, la Muti, la Cucinotta, hanno qualcosa di materno, sottilmente autoritario; mentre l'uomo è il bambino scapestrato che alla fine, si lascia condurre all'ovile). Il successo di tanti film all'italiana sta nel fatto che non raccontano nulla di nuovo, ma ci rassicurano che, dopo tutto, non siamo cambiati. Dai rubacuori Antonio Cifariello e Renato Salvatori che si aggiustavano il nodo della cravatta appena compariva una bella donna, al "si tromba" di Leonardo Pieraccioni che in "Fuochi d'artificio" se le fa tutte, dalla spider da rimorchio dei tempi del Sorpasso a quello del Gallo cedrone, il maschio italico è uguale a se stesso, specchio di un Italietta ancora provinciale e velleitaria, ingenua e furbesca, spaccona e sognatrice.
Certo, il. tempo è irrimediabilmente passato, incalzato dai rapidi cambiamenti tecnologici, ma nel fondo di ognuno di noi, si resta disperatamente uguali, perché l'animo umano è fondamentalmente nostalgico e conservatore. Così, il revival del passato non è che una reazione ai cambiamenti, contro la pretesa di doverci emancipare a tutti i costi, diventare moderni, europei. internazionali. cosmopoliti. Una difesa etnica della nostra identità. Della nostra immagine. E la prima immagine da difendere, per la quale siamo conosciuti nel mondo, non è forse quella di impenitenti, inguaribili donnaioli? Una fama sempre in piedi, che resiste alle mode, ai cataclismi, alle stragi, ai mutamenti epocali. L'italiano, all'estero, si nota subito. Fa il galante con la ragazza della dogana, l'addetta all'informazione turistica, la cameriera d'albergo. E un modo per farsi riconoscere, un suo tratto distintivo, come un biglietto da visita. Smascherato in patria dalle connazionali, ritrova fuori casa la baldanza dei tempi prefemministi.
Ma in Italia è davvero fuori uso come si legge regolarmente sulle pagine dei giornali?
Dichiara Eva, Finlandese, 26 anni, a Roma da un anno: Non è possibile avere un amico italiano. Ci provano tutti. Però garbatamente. Con piccole attenzioni. In Finlandia la desolazione. Giornate perse nel vuoto di un bar a sperare che qualcuno si faccia vivo. Però, in fondo, in Finlandia mi sento più libera. Quando mi va, vado in discoteca, avvicino un ragazzo che mi piace e spesso finiamo a letto. Qui non puoi farlo. Ti stanno subito addosso. E poi ti prenderebbero per una donna facile. In Italia è difficile sentirsi con un uomo sullo stesso piano. O sei sotto o sei sopra. Per la donna c'è sempre un'attenzione particolare, uno sguardo diverso". A dispetto dei vari opinionisti che ci ripetono che il maschio è al capolinea o degli stilisti di moda che ce lo propongono effemminato, l'italiano non dimenticherà mai che una donna è una donna, nemmeno se fa il Presidente della Camera. Anzi, al suo cospetto, diventa un altro, si esibisce, la esalta e la riempie di attenzioni. E lo fa pure se non gliene frega niente, per dovuta galanteria, per timore di essere scambiato per omosessuale ma soprattutto per sfoggiare il suo sexy appeal di amante latino. E questo, in un'epoca che tende all'appiattimento dei sessi, diventa un tentativo eroico contro la minaccia di un futuro spoetizzato e senza contrasti.
Per Antonella Borallevi: "Gli uomini ne hanno passate tante. Bisogna che riposino, poveretti. Dovendo scegliere come, pare abbiano deciso per il risparmio amoroso". Risparmio discutibile, dal momento che secondo il rapporto Asper, almeno un italiano su tre, apre il portafoglio per una manciata di sesso mercenario. (Forse in questo l'italiano non è cambiato: A casa fiacco. Fuori mandrillo). La sessuologa Shere Hite riferi' in una intervista: "Gli uomini tendono a fuggire i legami perché hanno paura di innamorarsi, vivere emozioni vere". Persino una conclamata sessuologa ha costruito una teoria su quella balia maestosa che raccontano tutti gli uomini quando desiderano scaricare elegantemente una donna: "Sai cara, ho paura di innamorarmi. Sono troppo abituato alla mia libertà".
La verità è che, innamorarsi, di questi tempi, non è facile come copulare e la passione amorosa è, spesso, un sogno frustrato e gonfiato, sull'onda dei grandi amori tra vip. Ma in definitiva questo maschio è o non è una specie in via in estinzione? Una cosa, è, irrimediabilmente, cambiata: il modo con cui lei lo guarda. Non più in adorazione trasognata come quando lo aspettava tra le pareti domestiche, ignara del mondo e fantasticava sulle sue mirabili imprese. Ma lui, sconquassato da trent'anni di femminismo, non sembra poi così tumefatto. Come dimostra un recente sondaggio, apprezza la donna che porta i soldi a casa, che sa cambiare la ruota di una macchina e che non dica sempre adesso chiamo mio marito". In fondo, si adatta bene sia a fare il macho che il micio, pur rimanendo fedele a se stesso, si capisce, più o meno dall'epoca delle palafitte.
Ma sentiamo ora come si difende. A.L. noto dragueur romano, trentasette anni, da vent'anni battitore libero della fauna femminile: "La donna italiana, secondo me, ha, ancora, la terribile paura di venire usata. Metti che adesso citofona una che vende aspirapolveri. La fai salire. Colpo di fulmine, Si innamora di te. Non ci sta subito. Perché? Che cosa pensa? Questo mi porta a letto e basta. Atavica concezione sociale che se la donna ci sta, ha da perdere. Pietro Germi
64. Sedotta e abbandonata. Viene a casa tua. Si eccita. Fate l'amore. Poi quando torna a casa sua, pensa: Ma questo che fa? Mi porta a casa, mi scopa e poi mi riporta? Che sono? La sua puttana? Quindi alle soglie del Duemila non è cambiato nulla. L'altro ieri a piazza Navona con una, seduti al bar, dico: Andiamo a casa mia? Sai che m'ha risposto? Non hai fantasia. Dico: Perché non inventi qualcosa pure te? Le donne sono spesso in fase di attesa, in una posizione di passività mentale. Pronte a criticarti senza pietà. Guai se sei banale. Passa una per strada. Le fai un complimento. Sei classificato come il solito pappagallo. All'estero, in tanti Paesi, sono più disponibili e meno passive. Entri in una discoteca in Danimarca, vedi gli uomini davanti a un boccale di birra e le donne che li invitano a ballare. In Brasile avvicini una per strada, se le piaci, la sera già siete a letto. Non ti dico se gli fai la corte classica. Anche un fiore. Una piccola attenzione. Sballano. Si sciolgono come zollette di zucchero. I latino americani non perdono tempo. Se ci stanno bene, sennò ciao. Le mettono incinta e poi le mollano. Quindi le donne si danno da fare di più. In Italia, è lei a tenerti sulla corda. Noi italiani siamo i cavalier serventi. Anche con quella che viene per soldi, facciamo i conquistatori. La cenetta, lo sguardo da pesce marcio. Secondo me l'italiano che fa il galletto all'estero, si illude di essere un seduttore. E crede che le donne si conquistano coi biglietti da cento dollari. Per me il corteggiamento è un'arte. Non sono di quelli che aspettano la scopata come il gol allo stadio. Però non mi piace nemmeno perdere tempo. Se c'è feeling, lo vedi subito. Non sopporto quelle che se la tirano troppo".
In conclusione l'uomo corteggia sempre, però dopo due cene: "Tesoro che facciamo?". La civiltà del fast food ha ristretto i tempi del corteggiamento. Anche perché la donna non ha più bisogno di assedi massacranti per giustificare la sua resa. L'iniziativa femminile ha fatto progressi giganteschi da quando restava impalata a guardare il soffitto, durante l'amplesso. Una escalation tuttora in atto che la vede attualmente intenta. a esplorare terreni, fino a poco tempo fa, pascolo esclusivo del maschio. (La rivoluzione del video, facendo entrare il pomo nelle case, sia pure in funzione di lui, ha finito per coinvolgere anche lei). E pare che ultimamente sia assalita da fantasie talmente osé da sconvolgere qualche marito o fidanzato. Dopo secoli di divieti, si vendica e scatena, per reazione uguale e contraria, voglie e trasgressioni estreme. Ma attenzione! C'è il rischio di non raccapezzarsi. Certi mutamenti di costume non riguardano la maggioranza silenziosa. resistono, nella nostra società, sogni e aspirazioni semplici, a cui pochi guardano, solo attratti da ciò che è scandalistico e trasgressivo. In pole position, nonostante tutto, il matrimonio con l'abito bianco, dove lei, se proprio non è vergine, per lo meno non è stata con cani e porci, mentre lui potrà vantarsi (non è, quasi mai, vero!) di avere fatto strage di donne in gioventù. Il maschio, per la società, deve fare il maschio. C'è poco da fare. Mentre lei è sempre gettonatissima come assistente, crocerossina, compri-maria, ombra, moglie del capo. Risultato: è lei ad essere lacerata da crisi di identità, in conflitto perenne tra attività esterna e ruolo casalingo materno (che la mentalità comunque, ancora, le affibbia), autonomia e dipendenza, emancipazione e riflusso, passato e presente. Certi modelli maschili, invece, sono rimasti invariati. Nel film "uomini senza donne" di Longoni, Alessandro Gassman incarna più o meno lo stesso personaggio del padre nel Sorpasso, quarant'anni dopo, tutt'oggi imitato da tanti galletti italiani: (non dimentichiamo il potere imitativo del cinema sulle masse!) esuberante, straripante, puttaniere, esibizionista, bugiardo, simpatica canaglia, diviso tra una compagna che rappresenta il porto sicuro e quindi la noia e le continue conquiste occasionali.
Alcuni ruoli fissi, però, si scontrano sempre più con la realtà in movimento. Il maschio, un tempo, nel gioco della seduzione, assumeva le sembianze ora del protettore, ora del diavolo tentatore e tendeva a far capitolare non solo la donna, ma tutta una istituzione di cui lei era baluardo. Contro gli attacchi degli uomini, sempre assatanati, la poverina doveva resistere fino al giorno del matrimonio. Quando il fattaccio avveniva, lui, da vero gladiatore, trionfava persino sulle regole, sulle convenzioni sociali. Era scusato e ammirato. Lei perdeva la reputazione ed era Costretta a dichiararsi (spesso non era vero!) innamorata, plagiata, ingannata, turlupinata, in stato di trance, travolta dal vortice della passione in un momento di abbandono e di smarrimento sensuale per giustificarsi, attenuare disprezzo e vergogna. (tattica che funziona ancora. Nella favoletta dell'America puritana, Monica si concede ai bassi istinti del presidente perché innamorata. mentre lui, porco e subdolo, approfitta dei suoi sentimenti).
Oggi la donna non è più la povera disgraziata che si lascia circuire, la fortezza da espugnare in difesa della virtù, la negazione del sesso. Anzi è lei a ostentarlo sfacciatamente, attraverso l'uso spregiudicato del suo corpo, facendo della sua desiderabilità, della sua provocatorietà, delle sue labbra, del suo seno, dei suoi glutei, sbattuti in faccia ovunque e senza pietà, l'arma di potere. (Il gallo italiano poi, sessualmente, per lo meno a parole, è sempre disponibile. Altrimenti che gallo sarebbe? Per cui, se, con gli amici, vede una bella donna, fa l'allupato pure se ha fornicato sei giorni di seguito). Se un tempo lui era follemente incentivato a scardinare qualunque ostacolo pur di superare la riluttanza di lei, dovuta principalmente a cause esterne, al controllo poliziesco della società, dei familiari,
della religione, oggi è spesso infastidito dalla resistenza femminile, dovuta soprattutto alla sua libera scelta, sempre più critica nel valutano, rigirarlo, soppesarlo, esaminarlo. Il difetto di un certo gallismo made in Italy è che, indifferente all'evoluzione femminile, è rimasto fermo al prototipo di bullo anni Cinquanta, incarnato da Maurizio Arena. Non sa rinunciare a essere cacciatore per diventare preda e lasciare alla donna il gusto della conquista e della scoperta. Il corteggiamento è ormai intercambiabile. Non più a senso unico.
Insisto nel dare voce al popolo e questa volta cedo la parola a Massimo L., ventisei anni, laureando in Legge, che, in tempi in cui la disfatta di Bill Clinton, risuona come sinistro monito per tutti gli uomini dalla lampo facile, dichiara di aver trafitto oltre trecento ragazze: "La donna vuole sognare, vuole il romanzo a puntate. La normalità le fa schifo. La odia. Qualunque cosa fai con lei, anche una banale colazione, deve essere un rito. Devi dargli quel tocco di magia. Se poi hai pure denaro e successo, non ti ferma nessuno. Una volta lessi sulla copertina di una rivista femminile: Prodi è sexy? La donna è sempre attratta dal potere. Tu le vedi che sbavano davanti a un divo solo perché ha successo. la verità è che anche quella in camera, inconsciamente, vuole essere protetta. Non capisco, però, come fai a fare il protettivo con una che ha più soldi dite, si butta col paracadute, pratica il judo, guida il jet e magari fa l'avvocato o la guardia del corpo. A quel punto, sono io che cerco protezione. Comunque io mi adatto a tutti i tipi. Dalla manager alla colf. Sono un camaleonte. L'importante è portarsele a letto. La mia tattica è fare l'appassionato. Magari pure se non sono innamorato, fingo di esserlo. Però, se sono innamorato sul serio, è bello tutto, non solo il sesso. La fregatura è che non dura e capita di rado. Io però ho sempre bisogno di scaricarmi sessualmente. Se non lo faccio, sto male e pure se mi masturbo non riesco mai a scaricarmi completamente. Per questo a volte non mi va di perdere tempo e vado a puttane. Per me il sesso è come un pollo. Puoi mangiarlo al ristorante con lo champagne, la musica, i fiori, i camerieri in guanti bianchi e la donna che ami. Però se hai fame e sei da solo, puoi anche divorarlo in piedi, in cucina. Confesso che anche se sto con la donna che mi piace, sono sempre attratto dalle altre e cerco di farmi tutte quelle che mi piacciono. Una volta pensavo di essere malato, però, per fortuna, ho conosciuto tantissimi ragazzi che, come me, vanno a Cuba per farsi tutte le donne che vogliono". Possiamo fermarci qui. Stigmatizzare Massimo con la diagnosi di castrazione simbolica. Ma sarebbe troppo facile, diciamo pure che si tratta di un caso limite. Ma fino a che punto?
La sessualità maschile è sempre stata giudicata più insopprimibile e impellente di quella femminile. Molti giovanissimi dichiarano di fare sforzi terribili per controllare le proprie pulsioni. Quello che sorprende però è che questo capita spesso anche ai nonni. Il fatto è che la sessualità maschile fa talmente parte dell'immagine della virilità e quindi della potenza che il semplice fatto di avere rapporti sessuali valorizza e rassicura un uomo. Alla base del gallismo c'è il culto del proprio fallo e della potenza sessuale, possibilmente avvalorata dal numero delle prede, attestati, medaglie e riconoscimenti ufficiali. Gli impotenti nella nostra cultura sono ridicoli, anche se hanno dato terribili prove di virilità, domando tigri o attraversando a piedi il Circolo polare artico. Di qui l'ossessione spasmodica e paranoica di molti uomini rivolta al proprio membro. Il protagonista di Io e lui di Moravia, regista
impegnato...
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